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Acqua potabile e sostenibilità: un legame profondo. In vigore la nuova direttiva (UE).

Il 12 gennaio 2021 è entrata in vigore la nuova direttiva (UE) 2020/2184 sull’acqua potabile con lo scopo di estendere il consumo delle acque potabili di rete.


Il 12 gennaio 2021 è entrata in vigore la nuova direttiva (UE) 2020/2184 sull’acqua potabile con lo scopo di estendere il consumo delle acque potabili di rete. Di tale direttiva se ne è parlato venerdì 16 luglio al centro fieristico Le Ciminiere di Catania, in un convegno organizzato dall’azienda Envisep (azienda con sede a Catania che opera nel settore della progettazione e realizzazione di impianti di trattamento acque per uso industriale e delle analisi chimico-fisiche e microbiologiche) in occasione della green expo del Mediterraneo Ecomed-Progettocomfort.

L’evento, che ha visto la partecipazione di Acoset SpA e Sidra SpA, aziende che gestiscono i servizi idrici integrati in tutto il territorio etneo, è stato centro di approfondimento di un tema cruciale per la sostenibilità ambientale: il consumo eccessivo di acqua minerale occupa un peso notevole dei rifiuti in plastica che finiscono in mare. Riccardo Maggiore, amministratore di Envisep, dichiara “ogni anno negli oceani finiscono circa 10 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica, e di cui 570.000 tonnellate solo nel Mediterraneo. Il 12% del totale dei rifiuti, pari a 1,2 milioni di tonnellate, sono di bottiglie di acqua minerale e bevande varie. La nuova direttiva europea si pone tre obiettivi: ridurre i consumi eccessivi di acqua minerale, in modo anche di evitare il negativo impatto ambientale della dispersione in mare delle bottiglie di plastica; estendere l’uso delle acque potabili di rete, migliorandone la sicurezza ed informando i cittadini della sua elevata qualità; sostituire ai controlli ex post della precedente normativa la prevenzione della valutazione dei rischi”.

D’altro canto, Diego Di Gloria, presidente Acoset, pone l’accento sulle problematiche legate a un alto livello di abusivismo e una rete idrica vetusta, in alcune zone risalente anche a 70 anni fa, la quale purtroppo disperde buona parte dell’acqua erogata, sostenendo che “il problema investe non solo il

nostro territorio pedemontano ma l’intera regione siciliana e necessita di importanti piani di investimento, che si spera possa essere soddisfatto attraverso il piano nazionale di ripresa e resilienza che destina per il sistema idrico circa 4.38 miliardi di euro”.

Secondo Renato Savarese, che si occupa della qualità dell’acqua per Acoset, la normativa europea ha ridefinito il valore dell’acqua riportandola al concetto di nutrimento, grazie alle sue caratteristiche nutrizionali, all’interno di una dieta equilibrata. Ecco perché la normativa ne ha – contestualmente - ridefinito i parametri da valutare, al fine di garantirne salubrità e qualità.

A conclusione del convegno è intervenuta Daniela Di Grazia, analista chimico della Sidra, la quale ha sottolineato l’attenzione che la Sidra dedica alla qualità dell’acqua, al fine di garantire ai cittadini e al territorio in generale qualità e sostenibilità.

La nuova direttiva abroga la precedente (1998/83 Ce) e gli stati membri hanno due anni di tempo per recepire le modifiche nelle loro norme nazionali.


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