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REGOLAMENTO UE 741/2020.

L'EUROPARLAMENTO VERSO UNA MAGGIORE SOSTENIBILITÀ IN TEMA DI RIUTILIZZO AI FINI IRRIGUI IN AGRICOLTURA.




Dopo molti anni, per la prima volta a livello comunitario, l’Europarlamento è intervenuto a definire i requisiti minimi da rispettare per riutilizzare le acque reflue urbane a fini irrigui in agricoltura in modo sicuro.


Il Regolamento (UE) 2020/741 definisce i seguenti aspetti:

· gli obblighi del gestore degli impianti di affinamento;

· i criteri di gestione dei rischi connessi al riutilizzo dell’acqua;

· gli obblighi concernenti il permesso per quanto riguarda le acque affinate;

· le modalità di verifica della conformità rispetto alle condizioni indicate nel permesso;

· le informazioni al pubblico e quelle relative al controllo dell’attuazione;

· l’esercizio della delega;

· le sanzioni.


L’obiettivo è quello di attingere progressivamente sempre meno dai corpi idrici e dalle acque sotterranee, contrastando così la carenza idrica.

Il costante depauperamento delle risorse idriche, infatti, ha imposto un intervento normativo strutturale per incentivare il riutilizzo in modo più esteso. Ad oggi si stima che il riutilizzo delle acque reflue ammonti a 1,1 miliardi di metri cubi all’anno. Il regolamento interverrà nell’ottica di incentivare un processo di economia circolare, facendo sì che entro il 2025 si possano raggiungere i 6,6 miliardi di metri cubi all’anno di acque riutilizzate. Per raggiungere lo scopo si stima che occorreranno investimenti pari a 700 milioni di euro che permetteranno di evitare oltre il 5% di prelievo da corpi idrici e falde acquifere.


Le misure, già pubblicate in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, si applicheranno dal 2023.


Il suddetto regolamento, peraltro, lascia aperta la possibilità alle aziende alimentari di conformarsi ai nuovi requisiti imposti (vedi art. 2 comma 4) che si differenziano in base alla tipologia di colture e alle metodologie di irrigazione, adeguandosi, ad esempio, al limite di BOD5 ≤ 10 per le colture alimentari da consumare crude la cui parte commestibile è a diretto contatto con le acque affinate. Per rispettare i suddetti requisiti ci si potrà avvalere di vari metodi di trattamento delle acque, da soli o in combinazione con opzioni diverse dal trattamento.


Noi di Envi.Se.P., sin d’ora, siamo in grado di progettare i nostri impianti di trattamento per il riuso rispettando i nuovi requisiti in modo tale che non saranno necessari ulteriori costi relativi agli adeguamenti che si renderanno necessari.


Chi fosse interessato a conoscere meglio i dettagli relativi alle misure, può contattare il nostro ufficio commerciale al seguente numero: (+39) 095-596-8616.

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